Simposio in onore di Luca Lombardi

Quo vadis, impegno politico? Tendenze e idee della musica impegnata dagli anni ’60 ad oggi.
Simposio in onore dell’ottantesimo compleanno di Luca Lombardi.

Una collaborazione tra il Dipartimento di Storia della Musica dell’Istituto Storico Germanico di Roma, il Goethe-Institut di Roma e il Seminario di Musicologia dell’Università di Heidelberg.

Organizzatori: Vera Grund (DHI Roma), Christoph Flamm (Università di Heidelberg), Claudia di Luzio (Università Humboldt di Berlino),  Susanna Pasticci (Sapienza Università di Roma)

Luogo e data: 27/28 marzo 2026 presso l’Istituto Storico Germanico di Roma e il Goethe-Institut di Roma (Via Savoia 15)

 

Dalla metà del XX secolo, il termine “musica impegnata” (o “musique engagée”) è diventato un’espressione consolidata per indicare la musica politicamente orientata, riferita prevalentemente a (com-)posizioni antifasciste e di sinistra. Tuttavia, soprattutto alla luce degli sviluppi degli ultimi sessant’anni, l’idea di impegno può essere intesa in senso più ampio: vi è musica con un orientamento o una funzione esplicitamente sociale, ideologica o improntata a una visione del mondo, che solo in misura limitata può essere ricondotta a tendenze politiche precise, così come quelle con posizioni anticomuniste o altre “non di sinistra”. Appare quindi necessario ampliare la prospettiva alle diverse forme di impegno nella musica contemporanea.

Il simposio intende inoltre gettare nuova luce sull’idea stessa d’impegno. Non si tratta di formulare una critica ontologica alla musica politica, bensì di interrogarsi sulla misura in cui la musica politicamente impegnata abbia raggiunto i suoi obiettivi e su quali reazioni abbia suscitato.

Luca Lombardi (*1945) grazie alla sua storia personale e alla sua opera, è un artista impegnato su più fronti. Già i suoi primi lavori mostrano il suo interesse e la sua partecipazione alle vicende politiche del suo tempo. Nel corso del suo soggiorno a Colonia dal 1968 al 1972 (dove studiò con Karlheinz Stockhausen e Bernd Alois Zimmermann), entrò a far parte del Partito Comunista Italiano in una sezione di  lavoratori immigrati italiani; inoltre “scoprì” Hanns Eisler.

Per fare ricerche su di lui (nell’archivio Hanns Eisler) in vista del suo dottorato all’Università di Roma, Lombardi si recò a Berlino Est, dove divenne allievo di Paul Dessau. Tornato in Italia, l’ambiente intellettuale degli artisti comunisti era ancora la sua patria spirituale, come dimostra la sua produzione dell’epoca.

Negli anni ’80 crebbe una certa disillusione nei confronti della situazione politica; la sua opera Dmitri, oder der Künstler und die Macht (“Dmitri, o l’artista e il potere”, Leipzig, 2000), su Shostakovich e Stalin, può essere vista come una sorta di resa dei conti con il “socialismo reale”. “Politiche” sono però anche le sue opere Faust. Un travestimento (Basel, 1991), Prospero (Nürnberg, 2006) e Il re nudo (Roma, 2009).

All’inizio del nuovo secolo s’intensificò il suo interesse per le sue radici ebraiche e per Israele, che divennero oggetto di un impegno compositivo nuovo e appassionato.

Partendo dal suo percorso artistico, il simposio invita a ripensare la musica impegnata dagli anni ’60 ai giorni nostri. Saranno benvenuti contributi che trattino direttamente l’opera di Luca Lombardi o fenomeni, tendenze e figure significative per la sua vita e il suo lavoro.

Possibili argomenti:

  • Musica impegnata in Italia dopo l’avanguardia del secondo dopoguerra
  • Musica impegnata nella Germania divisa e dopo la riunificazione
  • Relazioni italo-tedesche nella musica contemporanea
  • Identità ebraica e israeliana nella musica contemporanea
  • Relazioni italo-israeliane o tedesco-israeliane nella musica contemporanea
  • Linguaggi musicali sperimentali e/o diffusione della musica impegnata
  • Reti e forme di promozione della musica impegnata negli ultimi 50 anni
  • Musica sulla guerra e sulla pace
  • Musica su temi socio-politici

La sera del 27 marzo 2026 avrà luogo un concerto dedicato a Luca Lombardi a cura di Roberto Prosseda, Alessandra Ammara e Giordano De Nisi.

Spread it