Italia mia

Narrator, mezzosoprano, bass-baritone and orchestra (2012) Piccolo, 3 Flutes (III Piccolo), 3 Oboes, English Horn, Piccolo Clarinet in Eb, 3 Clarinets in Bb, Clarinet Bass in Bb, Saxophone Tenor in Bb, 3 Bassoons, Contrabassoon, 6 French Horns in F, 4 Trumpets in Bb, (I also Piccolo Trumpet in Bb), 3 Trombones, Contrabass Tuba, Percussions (3 players), Harp, Celesta, Piano, Violins I, Violins II, Violas, Cellos, Double Basses

Duration: approx. 30′


Texts utilized in the composition: I (voce recitante/mezzosoprano/basso-baritono) … Italia… dolore… gran tempesta … bordello. (Dante, La Divina Commedia, Purgatorio, Canto VI) Italia mia … dilecto almo paese … i’vo gridando: pace, pace, pace. (Petrarca, Italia mia) … piangi, che ben hai donde, Italia mia… perché, perché? … Come cadesti … da tanta altezza in così basso loco? … –(Leopardi, All’Italia) II “Va pensiero” (Verdi – strumentale) III/1 (voce recitante) 1861:       proclamazione del Regno d’Italia, capitale Torino. 1898:       il pane aumenta da 35 a 60 centesimi al chilo. Proteste popolari. Il Generale Bava Beccaris fa sparare sulla folla. Centinaia di morti e feriti. 1914-18: 16 milioni di morti. Meran diventa Merano. 1922:     Benito Mussolini Primo Ministro. 1938:     “È tempo che gli Italiani si proclamino francamente razzisti.” 1939-45: 55 milioni di morti. IV (basso-baritono) Più i giorni s’allontanano dispersi e più ritornano nel cuore dei poeti. Là i campi di Polonia, la piana dì Kutno con le colline di cadaveri che bruciano in nuvole di nafta, là i reticolati per la quarantena d’Israele, il sangue tra i rifiuti, l’esantema torrido, le catene di poveri già morti da gran tempo e fulminati sulle fosse aperte dalle loro mani, là Buchenwald, la mite selva di faggi, i suoi forni maledetti; là Stalingrado, e Minsk sugli acquitrini e la neve putrefatta. I poeti non dimenticano. Oh la folla dei vili, dei vinti, dei perdonati dalla misericordia! Tutto si travolge, ma i morti non si vendono. Il mio paese è l’Italia, nemico più straniero, e io canto il suo popolo, e anche il pianto coperto dal rumore del suo mare, il limpido lutto delle madri, canto la sua vita. (Quasimodo, Il mio paese è l’Italia) III/2 (voce recitante) 1946:     12.718.641 voti per la repubblica, 10.718.502 per la monarchia. 1960:     “Morti di Reggio Emilia” (strumentale). 1964:     15 milioni di giornate lavorative, 16 milioni di metri quadrati di pavimentazioni, 853 ponti e viadotti, 2500 tombini, 572 cavalcavia, 35 gallerie su due carreggiate, 3 gallerie su carreggiata singola: da Milano a Napoli in Fiat Cinquecento in 8-10 ore. 1969-92: Piazza Fontana, piazza della Loggia, treno Italicus, stazione di Bologna, Moro, Dalla Chiesa, Falcone, Borsellino… V (mezzosoprano/voce recitante/basso-baritono) “Kennst du das Land, wo die Zitronen blühen“ (Goethe/Schubert) Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo! (Pasolini, Alla mia nazione)    Ci vuole un vento che passi per tutta l’Italia, che sospinga il coraggio e l’indignazione, faccia lievitare la dignità e la voglia di libertà. (Violante, Cantata per la festa dei bambini morti di mafia) Viva l’Italia, l’Italia tutta intera, l’Italia che lavora, l’Italia che resiste. (De Gregori, Viva l’Italia) VI (voce recitante/mezzosoprano/basso-baritono) Su questo bel mare nostro si affacciano tanti paesi: Gibilterra, Spagna, Francia, Monaco, Italia, Slovenia, Croazia, Montenegro, Albania, Grecia, Turchia, Cipro, Siria, Israele, Palestina, Libano, Egitto, Libia, Malta, Tunisia, Algeria, Marocco. Il mare è agitato e calmo, ci è amico e nemico. Ma com’è bello il mare quando è calmo, e l’aria mite. Su una spiaggia di Israele, mia antica e nuova patria – anzi “matria” – ascolto il rumore della risacca, sempre uguale e sempre diverso, e scruto l’orizzonte. Immagino che, dall’altra parte del Mediterraneo, qualcuno, come me, sieda in riva al mare e scruti l’orizzonte. Anche noi, come il mare, siamo calmi e agitati, amici e nemici. Ma com’è bello quando, sereni, sediamo in riva al mare, e il mare è calmo. (Lombardi)